Cheffù on 3 marzo?

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Oggi è il 3 marzo e, mi dispiace dirvelo, è il 62° giorno del calendario gregoriano.

Che cosa avvenne il 3 marzo, dite? Allora. 

– Nel 1517 una flotta spagnola in visita in Mexico avvistò la prima città Maya, Tulum, uno scalo commerciale dove si vendevano prodotti come miele, ossidiana e piume di quetzal. Il ‘quetzal splendente’, infatti, è un uccello diffuso in America Centrale, il cui piumaggio cangiante è però presente soltanto nell’esemplare maschio (tò che mi tocca sentire, pure gli uccelli metrosexual). Al quetzal si ispira la divinità del serpente piumato Quetzalcoatl che, secondo la mitologia azteca, venne concepito dalla vergine Chimalman dopo aver ingoiato uno smeraldo oppure dopo essere stata colpita al ventre da una freccia – una delle due, nessun metodo tradizionale. Sempre secondo il mito, Quetzalcoatl e il rivale Tezcatlipoca crearono la terra, ove in origine vi erano solo mare ed un mostro marino di nome Cicpactli. Le due divinità erano dubbiose («Come lo prendiamo ‘sto mostro?»), finché a Tezcatlipoca non venne un’idea geniale: utilizzando il proprio piede come esca, il dio catturò Cicpatli, il quale non ebbe modo di godersi caffè e sigaretta dopo il dessert all’eau de gorgonzòl perché i due dei non persero tempo e, appallottolando il suo corpo, modellarono la terra. Dunque, se i due calcoli a mente che ho fatto sono giusti, noi cammineremmo sulle membra ingarbugliate di un mostro marino. Ricordatevi di questo, quando la sera rimboccate le coperte ai vostri bambini.  

1904 Il Kaiser Guglielmo II di Germania usò il fonografo per realizzare la prima registrazione sonora di un documento politico. Questo aggeggio, inventato da Thomas Edison nel 1877, fu il primo in grado di registrare e riprodurre il suono utilizzando come supporto audio un cilindro dalla capacità di massimo tre minuti. L’inventore era entusiasta: ‘lo useranno negli uffici!’, ‘ci detteranno le lettere!’, diceva fra sé e sé, sfregandosi le mani. Qualche anno dopo il Grammofono ebbe la meglio, preferito anche per via del supporto, il disco a 78 giri, duplicabile in modo molto più semplice del cilindro, e adoperato per riprodurre musica. E la cosa ridicola è che Edison ci rimase pure male! Ma porca ciccia, quelli vendevano dischi musicali e lui voleva usare il fonografo per lezioni di dizione, che si aspettava? Comunque, curiosando qua e là ho scoperto che la prima canzone incisa su un 78 giri fu La risatadel cantautore napoletano Berardo Cantalamessa; ne sconsiglio caldamente l’ascolto ai deboli di cuore e a coloro che possiedono una fantasia galoppante: a me ha fatto venire la pelle di serpente peloso, o piumato, o come diavolo era.

I nati del giorno:

– Nel 1265 circa Gemma Donati, destinata già da adolescente ad essere la moglie di Dante Alighieri. Di lei non si sa quasi nulla e nell’opera del poeta non venne mai nominata direttamente: rimane incerta la sua identificazione con la Donna Petra delle Rime Petrose, mentre nel Purgatorio il poeta allude a Gemma solo in modo velato. In poche parole, alla moglie gnente, perché a prendersele tutte (angelo del Paradiso di qua e amor cortese dillà, tanto gentile e onesta pare, sospiri, malinconie e sviolinate) fu una tipa che il poeta vide solo una volta senza manco dirle ‘ciao’. Ma Dante avrà mai pensato a che alito terrificante potesse avere quella tiraiola di Beatrice? Sta lì la prova del nove, a Alighiè.     

– Nel 1803 Melchiorre Murenu, poeta in lingua sarda. Cieco, analfabeta e tuttavia dotato di una memoria pazzesca, Murenu trovò il modo di guadagnarsi da vivere girando fra i paesi dell’isola e partecipando alle gare di “poesie al bolu” (poesia al volo). Secondo gli studiosi, le tematiche moraliste e lo stile sarcastico delle liriche del poeta furono anche la causa della sua morte: nel 1854 Murenu precipitò da un dirupo, forse spintovi dai sicari del poeta bandito Maloccu o da qualcuno offeso dai suoi versi a richiesta, scritti appositamente per denunciare lo scandalo provocato da donne di facili costumi… In effetti, dando una letta veloce al testo di Sa libertina («[…]e daghi tantas manos t’has regortu/ chi t’han fattu sa terr’a porcheria […]») devo dire che dà l’impressione di aver potuto far incazzare qualcuno. Poi, non lo so.

I morti del 3 marzo:

– Nel 1578 Sebastiano Venier, ottantesimo doge della Serenissima. Venier combatté con onore all’importante Battaglia di Lepanto del 1571: pure se all’epoca aveva già settantacinque anni, egli fece fuori un buon numero di soldati dell’esercito turco a colpi di balestra e, quando fu colpito ad un piede da una freccia, pare che se la sia strappata via da solo. Quest’aria da duro, tuttavia, risulta facile da smontare se si scende un po’ più nel particolare: durante la battaglia Venier veniva assistito da un aiutante, perché non aveva abbastanza forza per ricaricare da solo l’arma; inoltre – cosa che mi ha fatto sganasciare per due minuti buoni – al posto degli stivali il futuro doge indossava delle comode De Fonseca. Wikipedia rigira il dito nella piaga, illustrando due possibili spiegazioni a questa ardita scelta: la prima (che chiameremo ipotesi ‘Granpà Terminator’) è che questo tipo di calzature aveva maggiore presa sul ponte bagnato della nave (perché sto pensando a delle babbucce a forma di bulldog dotate di gommine antiscivolo?); la seconda ipotesi (‘Human Being’) è che Sebastiano Venier, in realtà, aveva dei calli doloranti e gli stivali gli facevano male al pollicione. Resta che immaginare questo omone in armatura e pantofole mi fa tanta allegria.

– Nel 1703 Robert Hooke, fisico, biologo, geologo e architetto inglese. Nel 1662 la Royal Society creò una professione appositamente per lui, affidandogli l’inedito incarico di “curatore di esperimenti”, cosa che fece di lui il primo ricercatore scientifico esistente – nonché l’ultimo a tempo indeterminato. Le invenzioni e gli interessi di Hooke furono innumerevoli e ciò non andava bene a quel sottuttoio di Newton, il quale avviò una vera damnatio memoriae ai danni dello scienziato: gli esiti straordinari delle ricerche di Hooke vennero attribuiti ad altri, il suo ritratto venne rimosso dalla sede della Royal Society ed il suo ricordo precipitò lentamente nel dimenticatoio. Proprio per questo, ad oggi non conosciamo quali fossero le fattezze dello scienziato, ed il ritratto che appare sulla sua pagina di Wikipedia è puro prodotto dell’immaginazione. Fra l’altro, osservandolo mi aspetto sempre che Hooke-Christopher Walken tiri fuori un orologio da taschino dicendo che l’ha tenuto nel sedere per due anni («Questo orologio»). Per chi non avesse visto Pulp Fiction: male, molto male.

Il 3 marzo, inoltre, si festeggiano l’Hinamatsuri (una festa della tradizione giapponese dedicata alle bambine) ed i santi Artellaide, Caluppano, Cunegonda e Vinvaleo. Sempre che esistano ancora genitori così crudeli. 

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4 thoughts on “Cheffù on 3 marzo?

  1. Vixietta ha detto:

    Mi piace molto questo blog e mi fa sentire più vicine :-* inoltre è molto interessante e ricco di informazioni, brava ciccina, continua cosi’. :-*

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