Cheffù on 7 marzo?

Senza titolo-1Oggi è il 7 marzo e, mi dispiace dirvelo, è il 66° giorno dell’anno.

“Che fu” in questo giorno, svariate annate fa?

– Nel 1876 Alexander Graham Bell brevettò il telefono, la cui invenzione è contesa tra diversi menti geniali (nel 1871 Meucci aveva già realizzato il suo ‘telettrofono’, ad esempio). Cosa c’è di divertente in questa storia? Che Bell non solo è inserito fra le fila dei 100 più grandi Britannici, dei 100 più grandi Americani e tra i primi dieci Canadesi di tutti i tempi (me cojo…), ma è anche definito “padre della sordità”. La palese ironia di questo titolo risiede nel fatto che Bell faceva parte del movimento eugenetico degli Stati Uniti e che sperava un giorno di poter “sradicare la sordità dai popoli”, sterilizzando le persone con questo handicap e vietando addirittura che potessero sposarsi fra loro. E ora oleatevi le mascelle, perché la madre e la moglie dello scienziato erano sorde. Ci siamo arrivati: caro Bell, ma ti ha mai sfiorato l’idea che se tua madre fosse stata deuterizzata, col cappero che diventavi uno fra i 100 uomini più idioti del pianeta Terra? Del resto, ingravidare sua moglie quattro volte non è che lo renda il re della coerenza ideologica…

– Nel 1933 venne messo in commercio il Monopolidietro iniziativa di Charles B. Darrow. In verità, già nel 1903 una certa Elizabeth Magie aveva creato un gioco identico, chiamato The Landlord’s Game e rifinito nei dettagli che tutti noi conosciamo – prigione, ferrovie e biglietti delle Chance inclusi. Col tempo il gioco si diffuse ovunque in versioni casalinghe, di cui la gente prese addirittura a cambiare i nomi delle vie, finché Darrow non fece la sua mossa guadagnando un mucchio di bigliettoni. Scrivo tutto questo perché trovo strabella l’idea di poter cambiare la toponomastica del Monopoli a proprio sollazzo: ad esempio, mi sono sempre chiesta perché la casella bastarda del gioco dovesse chiamarsi “Parco della Vittoria” e non qualcosa di più efficace come “Largo Mangiafuoco”. Approfitto dell’occasione per dire che vorrei scrivere un’ode ispirata alle caselle in rosso del gioco, ma al momento mi mancano le parole.

I nati del 7 marzo:

– Nel 1569 Rodolfo Gonzaga, marchese di Castiglione. Nel 1588 il signore di Castel Goffredo, suo zio Alfonso, propose al nipote la mano della figlia per potergli così trasferire la signoria su quel territorio. Tuttavia, Rodolfo se ne infischiò e quando lo zio venne a sapere che questi aveva sposato un’altra donzella, decise che sarebbe stata la figlia ad ottenere il marchesato – aggiungiamolo, giustamente! Una cosa che non garbò molto al caro Rodolfo, il quale prese Castel Goffredo con la forza dopo aver fatto secco lo zio con un colpo di archibugio (se, come me, vi trovaste confusi di fronte alla terminologia medievale, l’archibugio è un cannone a mano e pare che sia ‘na cosa pericolosa). Da quel momento Rodolfo «dominò col terrore» quei territori, facendo imprigionare la vedova e la figlia dello zio e tante altre cose allegre del genere finché, un bel giorno, il suo domestico non ‘archibugiò’ lo stesso Rodolfo, mentre questi si stava recando a messa. Chi di archibugio ferisce…

– Nel 1837 Henry Draper, medico e astronomo statunitense. Dal padre – il primo ad aver fotografato la Luna – ricavò la passione per l’astrofotografia, tanto che per le pioneristiche imprese che riuscì a compiere gli venne dedicato un cratere lunare. Nel 1872, infatti, Draper riprodusse la prima immagine dello spettro di una stella (Vega, la quinta più luminosa della volta celeste) e, qualche anno dopo, fotografò la Nebulosa di Orione. Ora, di recente ho scoperto che un sito mette in vendita dei pacchetti (“Stella Base”, “Stella Zodiaco” e “Stella Orione”) con cui è possibile acquistare una stella e battezzarla a proprio piacimento – anche NietzscheFammiDanzareQuesta. Lo dico qui e adesso: non mi importa nulla di comprare una stella: io voglio, pretendo, esigo che facciano il Pacchetto Cratere Lunare.

I morti del giorno:

– Nel 1111 Boemondo I d’Altavilla, Principe di Taranto e di Antiochia, nonché comandante vittorioso della prima crociata. La principessa bizantina Anna Comnena ci ha restituito un ritratto molto preciso di Boemondo, parlandocene come di una specie di Brad Pitt (alto, torace possente, occhi azzurri e capelli biondi). Tuttavia, secondo alcuni studiosi, il passo in cui la Comnena scrive che, per quanto fascinoso, il principe «era parzialmente contrassegnato da un’aria di terribilità» sarebbe da tradurre con “contrassegnato da un olezzo terribile”: per farla breve, Boemondo “parzialmente” puzzava da far schifo. Altra curiosità: il nome Beomondo deriva dalla creatura biblica Behemot, per lo più identificato con un ippopotamo o con un elefante. Traete le vostre conclusioni.

– Nel 2010 Daisey Bailey e Mary Josephine Ray, due supercentenarie statunitensi, la prima deceduta a 113 anni e 342 giorni e l’altra a 114 anni e 295 giorni. Se la Bailey attribuì la sua longevità alla preghiera, all’amore, al perdono e alle verdure, della Ray Wiki non svela nessun segreto atto a raggiungere la sua veneranda età, ricordando solo come l’arzilla signora non smise mai di seguire i Red Sox e di amare le torte e i gelati. Nel dubbio, essendo io incapace di perdono, di preghiera e di comprendere la ragione per cui dovrebbe entusiasmarmi vedere degli energumeni che lanciano una pallina con una mazza correndo diquaedilà, inizierò a mangiare carote e gelati. E speriamo bene.

Volevo inoltre ricordare che si festeggiano oggi Saturo, Saturnino, Revocato, Secondino e Gaudioso. Sempre che esistano ancora genitori così crudeli.

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Cheffù on 3 marzo?

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Oggi è il 3 marzo e, mi dispiace dirvelo, è il 62° giorno del calendario gregoriano.

Che cosa avvenne il 3 marzo, dite? Allora. 

– Nel 1517 una flotta spagnola in visita in Mexico avvistò la prima città Maya, Tulum, uno scalo commerciale dove si vendevano prodotti come miele, ossidiana e piume di quetzal. Il ‘quetzal splendente’, infatti, è un uccello diffuso in America Centrale, il cui piumaggio cangiante è però presente soltanto nell’esemplare maschio (tò che mi tocca sentire, pure gli uccelli metrosexual). Al quetzal si ispira la divinità del serpente piumato Quetzalcoatl che, secondo la mitologia azteca, venne concepito dalla vergine Chimalman dopo aver ingoiato uno smeraldo oppure dopo essere stata colpita al ventre da una freccia – una delle due, nessun metodo tradizionale. Sempre secondo il mito, Quetzalcoatl e il rivale Tezcatlipoca crearono la terra, ove in origine vi erano solo mare ed un mostro marino di nome Cicpactli. Le due divinità erano dubbiose («Come lo prendiamo ‘sto mostro?»), finché a Tezcatlipoca non venne un’idea geniale: utilizzando il proprio piede come esca, il dio catturò Cicpatli, il quale non ebbe modo di godersi caffè e sigaretta dopo il dessert all’eau de gorgonzòl perché i due dei non persero tempo e, appallottolando il suo corpo, modellarono la terra. Dunque, se i due calcoli a mente che ho fatto sono giusti, noi cammineremmo sulle membra ingarbugliate di un mostro marino. Ricordatevi di questo, quando la sera rimboccate le coperte ai vostri bambini.  

1904 Il Kaiser Guglielmo II di Germania usò il fonografo per realizzare la prima registrazione sonora di un documento politico. Questo aggeggio, inventato da Thomas Edison nel 1877, fu il primo in grado di registrare e riprodurre il suono utilizzando come supporto audio un cilindro dalla capacità di massimo tre minuti. L’inventore era entusiasta: ‘lo useranno negli uffici!’, ‘ci detteranno le lettere!’, diceva fra sé e sé, sfregandosi le mani. Qualche anno dopo il Grammofono ebbe la meglio, preferito anche per via del supporto, il disco a 78 giri, duplicabile in modo molto più semplice del cilindro, e adoperato per riprodurre musica. E la cosa ridicola è che Edison ci rimase pure male! Ma porca ciccia, quelli vendevano dischi musicali e lui voleva usare il fonografo per lezioni di dizione, che si aspettava? Comunque, curiosando qua e là ho scoperto che la prima canzone incisa su un 78 giri fu La risatadel cantautore napoletano Berardo Cantalamessa; ne sconsiglio caldamente l’ascolto ai deboli di cuore e a coloro che possiedono una fantasia galoppante: a me ha fatto venire la pelle di serpente peloso, o piumato, o come diavolo era.

I nati del giorno:

– Nel 1265 circa Gemma Donati, destinata già da adolescente ad essere la moglie di Dante Alighieri. Di lei non si sa quasi nulla e nell’opera del poeta non venne mai nominata direttamente: rimane incerta la sua identificazione con la Donna Petra delle Rime Petrose, mentre nel Purgatorio il poeta allude a Gemma solo in modo velato. In poche parole, alla moglie gnente, perché a prendersele tutte (angelo del Paradiso di qua e amor cortese dillà, tanto gentile e onesta pare, sospiri, malinconie e sviolinate) fu una tipa che il poeta vide solo una volta senza manco dirle ‘ciao’. Ma Dante avrà mai pensato a che alito terrificante potesse avere quella tiraiola di Beatrice? Sta lì la prova del nove, a Alighiè.     

– Nel 1803 Melchiorre Murenu, poeta in lingua sarda. Cieco, analfabeta e tuttavia dotato di una memoria pazzesca, Murenu trovò il modo di guadagnarsi da vivere girando fra i paesi dell’isola e partecipando alle gare di “poesie al bolu” (poesia al volo). Secondo gli studiosi, le tematiche moraliste e lo stile sarcastico delle liriche del poeta furono anche la causa della sua morte: nel 1854 Murenu precipitò da un dirupo, forse spintovi dai sicari del poeta bandito Maloccu o da qualcuno offeso dai suoi versi a richiesta, scritti appositamente per denunciare lo scandalo provocato da donne di facili costumi… In effetti, dando una letta veloce al testo di Sa libertina («[…]e daghi tantas manos t’has regortu/ chi t’han fattu sa terr’a porcheria […]») devo dire che dà l’impressione di aver potuto far incazzare qualcuno. Poi, non lo so.

I morti del 3 marzo:

– Nel 1578 Sebastiano Venier, ottantesimo doge della Serenissima. Venier combatté con onore all’importante Battaglia di Lepanto del 1571: pure se all’epoca aveva già settantacinque anni, egli fece fuori un buon numero di soldati dell’esercito turco a colpi di balestra e, quando fu colpito ad un piede da una freccia, pare che se la sia strappata via da solo. Quest’aria da duro, tuttavia, risulta facile da smontare se si scende un po’ più nel particolare: durante la battaglia Venier veniva assistito da un aiutante, perché non aveva abbastanza forza per ricaricare da solo l’arma; inoltre – cosa che mi ha fatto sganasciare per due minuti buoni – al posto degli stivali il futuro doge indossava delle comode De Fonseca. Wikipedia rigira il dito nella piaga, illustrando due possibili spiegazioni a questa ardita scelta: la prima (che chiameremo ipotesi ‘Granpà Terminator’) è che questo tipo di calzature aveva maggiore presa sul ponte bagnato della nave (perché sto pensando a delle babbucce a forma di bulldog dotate di gommine antiscivolo?); la seconda ipotesi (‘Human Being’) è che Sebastiano Venier, in realtà, aveva dei calli doloranti e gli stivali gli facevano male al pollicione. Resta che immaginare questo omone in armatura e pantofole mi fa tanta allegria.

– Nel 1703 Robert Hooke, fisico, biologo, geologo e architetto inglese. Nel 1662 la Royal Society creò una professione appositamente per lui, affidandogli l’inedito incarico di “curatore di esperimenti”, cosa che fece di lui il primo ricercatore scientifico esistente – nonché l’ultimo a tempo indeterminato. Le invenzioni e gli interessi di Hooke furono innumerevoli e ciò non andava bene a quel sottuttoio di Newton, il quale avviò una vera damnatio memoriae ai danni dello scienziato: gli esiti straordinari delle ricerche di Hooke vennero attribuiti ad altri, il suo ritratto venne rimosso dalla sede della Royal Society ed il suo ricordo precipitò lentamente nel dimenticatoio. Proprio per questo, ad oggi non conosciamo quali fossero le fattezze dello scienziato, ed il ritratto che appare sulla sua pagina di Wikipedia è puro prodotto dell’immaginazione. Fra l’altro, osservandolo mi aspetto sempre che Hooke-Christopher Walken tiri fuori un orologio da taschino dicendo che l’ha tenuto nel sedere per due anni («Questo orologio»). Per chi non avesse visto Pulp Fiction: male, molto male.

Il 3 marzo, inoltre, si festeggiano l’Hinamatsuri (una festa della tradizione giapponese dedicata alle bambine) ed i santi Artellaide, Caluppano, Cunegonda e Vinvaleo. Sempre che esistano ancora genitori così crudeli. 

Cheffù on 28 febbraio?

28 febbraiokk

Il 28 febbraio e, mi dispiace dirvelo, è il 59º giorno del Calendario gregoriano.

Cosa avvenne questo giorno qui?

– Nel 202 a.C. venne incoronato Liu Bang, il primo degli imperatori cinesi della dinastia Han, il quale assunse il nome di Gao Zu. Secondo la leggenda, la nascita dell’imperatore è legata ad un prodigio che vede come protagonisti i due contadini “Liu Taigong” (il vecchio signor Liu) e “Liu Ao”(la vecchia signora Liu). Un giorno, sà che peperonata si era calata nel gargarozzo, la signora Liu vide in sogno una creatura divina e non passò molto dall’avvento di un vero e proprio finimondo: il cielo sopra la sua casa si oscurò e caddero fulmini, con tanto di tuoni assordanti al seguito. Fin qui tutto potrebbe rientrare nell’ordine della normalità – un semplice temporale improvviso – se non fosse che, quando il vecchio signor Liu si recò di corsa dalla moglie, vide che dietro di lei (…) vi era un drago cinese. Una versione tutta nuova dell’adulterio, insomma, e non è che te la puoi prendere col drago che si monta la tua signora (per di più vecchia ed inerme). Morale della leggenda, la vecchia signora Liu scoprì allora – sorpresa! – di essere incinta proprio del nostro Liu Bang, e devo ammettere che dall’immagine che vedo nella pagina di Wikipedia non stento a credere alla parentela diretta dell’imperatore con un rettile.

– Nel 1935 il chimico statunitense Wallace Carothers inventò il nylon. Vi sono varie leggende metropolitane legate al nome di questo materiale: una di queste afferma che fu ideato in seguito alla seconda guerra mondiale, quando il Giappone aveva impedito alla Cina di importare la seta necessaria agli Stati Uniti per tessere i paracadute dei soldati, m otivo per cui ‘nylon’ sarebbe l’acronimo di “Now You’ve Lost Old Nippon”. Storia affascinante, se si pensa a come adesso la Cina importi direttamente le aziende che fabbricano i nostri collant. No stress.

I nati del giorno:

– Nel 1518 Francesco di Valois-Angoulême, erede al trono di Francia e duca di Bretagna. Ancora bambini, Francesco ed il fratello furono presi in ostaggio da Carlo V di Spagna, che li fece prigionieri tenendoli per anni al buio e in isolamento. Come potrete immaginare, dopo la liberazione il delfino non era proprio il paladino della loquacità, eppure tentò di superare la cosa facendosi perfino un’amante (Wikipedia puntualizza, crudelmente, ‘la prima e l’ultima’)… Fino a che un giorno, giocando alla pallacorda col suo segretario, Francesco decise di placare la sua gran sete con un bicchiere d’acqua ghiacciata… Evidentemente la mammina non gli aveva mai detto che non-si-fa-no-no-no ed il ragazzo fu colpito da una polmonite fulminante che lo fece secco dopo 24 ore. Spesso il male di vivere ho incontrato…

– Nel 1813 Aimata Pomare IV Vahine-o-Punuateraitua, regina di Tahiti dal 1827 al 1877. I predecessori di Pomare IV, al cui cospetto Rosi Bindi è l’essenza della femminilità, sono: Pomare I (il taglio di capelli di Jimi Hendrix, in confronto, era quello di un marines); Pomare II, la cui fossetta sul mento oggi avrebbe collassato la fama di Travolta; Pomare III, morto bambino, il cui ritratto mi ricorda un non so che di ‘iovedolagentemorta’. Alla fine del regno di Pomare IV, Tahiti divenne colonia francese e, successivamente, impero incontrastato delle lune di miele all’insegna della fatica, il cui rito iniziale prevede che i novelli mariti indossino collane di fiori sulle tettone pelose. This is progress!

– Nel 1824 Karl-Maria Alexandru Kertbeny, scrittore, traduttore e bibliografo ungherese. Fu pioniere del Movimento di liberazione omosessuale e colui che coniò proprio questo neologismo, ‘omosessuale’, in sostituzione del termine ‘urningo’. Kertbeny, che non fece mai coming out, diceva che la molla che lo aveva condotto a schierarsi in difesa dei gay era stata la notizia del suicidio di un suo amico d’infanzia, vittima di un ricattatore. Non so a voi, ma a me suona come la famosa storia del “c’ho n’amico che ha un problema”…

Fra i morti del giorno:

– Nel 1578 Nicola Salos, uno Stolto in Cristo (o Pazzo di Dio) russo. Avete letto bene. La Stoltezza in Cristo, infatti, è una forma di ascesi originata in Russia e tutt’ora esistente, i cui aderenti si distinguono perché danno fuori di matto di fronte alla gente; molti di loro furono venerati anche in vita e, per tale ragione, potevano permettersi di insultare perfino le autorità. Così fu per lo Stolto San Basilio il Benedetto, che non mancava occasione per dirne di tutti i colori a Ivan il Terribile il quale, di certo, non si guadagnò questo nome per la sua condotta da chierichetto… Tuttavia, non solo lo zar non punì mai l’asceta, ma arrivò a trasportarne la bara durante il funerale. Non credo che Putin sarebbe altrettanto clemente con la Luxuria.

– Nel 1888 si sono perse le tracce di Charles Earl Bowles, rapinatore statunitense noto come Black Bart. Nato in Inghilterra, il suo stile era effettivamente parecchio british: indossando uno spolverino di lino ed una bombetta, egli compì 28 rapine alle diligenze della Wells Fargo (nella California settentrionale) e al postiglione di una di queste ordinò addirittura : «Per favore, butti giù la cassaforte!». Il fatto incredibile è che Black Bart non sparò mai un colpo col fucile che portava con sé ed inoltre pare avesse paura dei cavalli: insomma, prendeva il malloppo e se la dava semplicemente a gambe! La ragione principale per cui è noto è che, dopo due delle sue rapine migliori, lasciò come traccia delle poesie scritte di proprio pugno. Chi omo. Alla fine lo beccarono e dopo essersi fatto quattro anni di carcere, scomparve nel nulla. Nel frattempo io resto qui, sognante, aspettando che lui corra da me e mi rapisca.

Oggi è il Giorno dell’Andalusia e ci tenevo a fare gli auguri di buon onomastico a tutti gli Oswald, le Marane e le Cire. Sempre che esistano ancora genitori così crudeli.

Cheffù on 24 febbraio?

24 feb

Oggi è il 24 febbraio e, mi dispiace dirvelo, è il 55° giorno del calendario gregoriano.

Cosa accadde questo giorno, qualche pugno di anni fa?

– Nel 1582 Papa Gregorio XIII annunciò l’introduzione del calendario gregoriano. Io non ne sapevo nulla, ma pare che una serie di imperatori volle lasciare la propria impronta modificando il nome dei mesi a proprio piacimento: Nerone, ad esempio, decise di chiamare il mese maggio ‘claudio’, mentre Carlo Magno si applicò di più, cambiando nome a tutti e dodici i mesi. Ora, pensate a un qualunque Liutprando che, per comunicare al vicino di scrivania la scadenza di un planning aziendale, fosse costretto a sostituire ‘febbraio’ con una parola che rievoca una lavatrice a 8000 giri: ‘Hornung’. Il potere di incasinare le bocche dei propri sudditi per puro divertimento, ecco cosa ti eleva al rango di imperatore.

 – Nel 1836 Samuel Colt ottenne il brevetto per il suo revolver. Ora, questa non dovrebbe essere una invenzione da celebrare, però io sono una grande fan del genere western e dubito che senza il revolver avrei potuto bearmi della precisione di quel movimento, quello del palmo della mano che arma il cane mentre il grilletto scatta a ripetizione… Dunque, per quelle immagini di Eastwood con il gomito attaccato al fianco, la mano mobile e assassina, l’occhio felino ed il sigaro pendente: grazie, Samuel Colt.

I nati del giorno:

 – Nel 1709 Jacques de Vaucanson, inventore ed artista francese. Vari sovrani si contesero la possibilità di ospitare il suo talento a corte, ma lui rimase a Parigi, dove nel 1735 aveva iniziato a creare degli automi da esibire in pubblico. La sua opera più importante fu l’anatra meccanica, la quale era in grado di compiere quattrocento mosse differenti tra cui bere, mangiare e… Digerire. Sì, digerire, e anche in modo visibile per lo spettatore grazie all’esposizione di rotelle, tubicini, ingranaggi. Anche se non è specificato se alla fine si vedesse il frutto finale di questo interessante processo, le quattrocento mosse eseguibili dall’automa mi fanno pensare in positivo.

– Nel 1842 Émile Brugsch, egittologo e archeologo tedesco. Fra le belle cose che fece, Brugsch aiutò l’occultista Aleister Crowley a tradurre la Stele di Revealing, una delle fonti a cui attinse lo stesso Crowley per scrivere nel 1904 il suo Libro della Legge. Secondo Wikipedia quest’ultimo è un testo mistico dettato da Aiwass, il “Santo Angelo Guardiano” che per tre giorni parlò ‘attraverso’ la moglie di Crowley per rivelare all’occultista il concetto estremamente complesso alla base della Legge: “fai-ciò-che-te-pare”. Non sappiamo se Aiwass si sia preso una pausa o abbia impiegato tutti e tre i giorni per dire la sua; certo è che trattenerla per tutto quel tempo è abbastanza impegnativo, quindi solidarietà alla moglie di Crowley – comunque sia andata.

– Nel 1885 Stanisław Ignacy Witkiewicz, drammaturgo, filosofo, scrittore e pittore polacco. Un tizio mica ordinario Witkiewicz, considerato che ciò mostrava agli ospiti che andavano trovarlo a casa non era una ricca collezione di francobolli ma il suo personale “Museo degli orrori”, comprendente: la lingua essiccata di un neonato, un capello di Bejilis (un giovane russo di religione ebraica, imputato ingiustamente dell’omicidio di un ragazzo cristiano) e la lettera lussuriosa di una ninfomane. Ma quella lettera era davvero così terribile?

I morti del giorno:

– Nel 1810 Henry Cavendish, chimico e fisico scozzese nonché membro della Royal Society e consigliere del British Museum. Uno non da poco: additato insieme a Coulomb come fondatore dell’elettrostatica, Cavendish misurò la costante di gravitazione universale, deducendo così la densità media della Terra, e fece degli studi sui gas e sul calore. Tuttavia, sembra che egli fosse anche molto schivo e che amasse lavorare per conto proprio, senza nessuno a rompergli i cabbasisi; al punto che, Wiki ci informa, una volta lo scienziato licenziò una cameriera solo perché era entrata nella sua stanza per errore. Siamo tutti bravi a giudicare e a dire che Cavendish fosse paranoico, ma metti che proprio in quel momento stava su Youtube a guardare il video di Miley Cyrus che lecca il martello! Uno si merita un po’ di privacy, perdio.

– Nel 1898 Pietro Pagello, chirurgo, noto per essere stato amante della scrittrice George Sand (molto gratificante). La ragione del loro incontro sta nel viaggio che quest’ultima fece a Venezia nel 1834 insieme al suo amante Alfred de Musset, una capatina che si dimostrò particolarmente salutare: Pagello venne chiamato per curare sia la scrittrice (ammalatasi di “certe febbri”) che il suo accompagnatore, il quale si era invece beccato il tifo. Mentre de Musset si rotolava dolorante sul letto, la Sand ed il medico ne approfittarono per conoscersi meglio, tanto che l’incipit della lettera che la scrittrice consegnò a Pagello pochi giorni dopo recitava così: «Sarai per me un appoggio o un padrone?». Non esattamente un chefainellavita o dichesegnosei.

 Il 24 febbraio, inoltre, si festeggiano il giorno dell’indipendenza dell’Estonia nonché l’onomastico di tutti gli Etelberto, i Pretestato e gli Evezio. Sempre che esistano ancora genitori così crudeli.

 

Cheffù on 21 febbraio?

21 feb

Oggi è il 21 febbraio e, mi dispiace dirvelo, è il 52° giorno del calendario gregoriano.

Dovete sapere che:

– Nel 1339 si svolse la Battaglia di Parabiago. Da ciò che ho capito questa battaglia vide l’opposizione di due fazioni che si contendevano contemporaneamente la Signoria di Milano ed il primato per la ridicolaggine onomastica: il legittimo signore della città, Azzone Visconti, alleato con lo zio Luchino, fronteggiò la Compagnia di San Giorgio capitanata dall’altro zio di Azzone, Lodrisio. Una stirpe segnata. Secondo le fonti, a risolvere le sorti dello scontro fu l’apparizione di un S. Ambrogio a metà tra Gandalf e Indiana Jones: sbucando fuori da un nuvolone bianco, infatti, il santo biancovestito ed in monta ad un cavallo – bianco?! – non se ne uscì proprio con un “StateboniSemofraparentiVolemosebene” ed iniziò semplicemente a colpire con una frusta i soldati di Lodrisio. Non so voi, ma io personalmente una preghierina ogni tanto gliela farei. Tanto per non farlo arrabbiare.

– Nel 1878 venne distribuito il primo elenco telefonico a New Haven, nel Connecticut. Partendo dal presupposto che io sono veramente uno schifo in geografia e che ho tutta una visione favolistica della distribuzione dei territori e della loro fisionomia, pensavo che il Connecticut fosse uno stato bello grosso e deserto, mentre è ovviamente tutto il contrario… Potrete dunque ben capire il perché leggere questa notizia mi abbia fatto immediatamente pensare ad una Zia Milly che, per chiamare lo zio John alla fabbrica di legname e dirgli che a nonno Jimmy è preso un infarto, sfoglia un elenco di una decina di pagine. Gli stereotipi sono tra noi.

– Nel 1995 Steve Fossett compie tutto da solo la prima traversata dell’Oceano Pacifico su una mongolfiera. Non vi sembra straordinario? Certo, a guardare le immagini sul web non è esattamente il prototipo di mongolfiera che tutti hanno in testa, quello manovrato da Fossett… Insomma, una si aspetta di vedere una roba alla Mago di Oz ed invece è un obbrobrioso pallone oblungo, cromato come un’Harley.

I nati del 21 febbraio:

– Nel 1851 Karl Wilhelm Diefenbach, pittore tedesco. Tutto qui? No. Diefenbach era anche utopista, pioniere del nudismo e del movimento pacifista. Egli professava un ritorno alla comunione con la natura, schifava la monogamia e la sottomissione ai dettami di qualsiasi religione, adottò una dieta vegetariana e (ancora!) fondò una comune a Vienna. Quando questa andò in bancarotta, egli reagì più o meno così: «Lo sai che c’è? Me ne vado a Capri!», e così fece, e lì visse per il resto dei suoi giorni. E noi ancora ci scandalizziamo se vediamo svolazzare la farfalla di Belen durante il Festival di Sanremo? Eddai.

– Nel 1880 nacque in Germania Waldemar Bonsels, uno scrittore prolifico tra le cui opere contiamo Der tiefste Traum, Ave vita morituri te salutant e… Le avventure dell’Ape Maia. Che avesse bisogno di una pausa tra un ‘traum’ e un ‘morituri’ posso ben capirlo, ma intervallare con le avventure di un’ape-bambina con un casco di ricci biondi…

I morti del 21 febbraio:

– Nel 1590 Ambrose Dudley, III conte di Warwick. La sua storia è un intrigo romanzesco, ma il motivo per cui viene qui menzionato è la causa della morte della prima moglie, Anne Whorwood: la Malattia del sudore, conosciuta anche come “sudore inglese”. Potrete ben comprendere la mia curiosità. Può mai il puzzo uccidere la gente? Effettivamente sono arrivata a concretizzare questo pensiero alcune volte, in metropolitana. Ritornando seri, la Malattia del sudore fu un morbo fatale il cui primo sintomo era un “senso di apprensione” (eccecredo), seguito dalla “fase del freddo” (brividi, dolore alle ossa, spossatezza) e, successivamente, dalla fase del caldo e del sudore. Wikipedia ci tiene a specificare che dopo il “il caratteristico sudore” arrivavano mal di testa, delirio, tachicardia, forte sete e, infine, una gran voglia di dormire. Insomma, spero che la prossima volta che avrò l’influenza questa non sia preceduta da un certo “senso di apprensione”, sennò penso proprio che me la farò sotto.

– Nel 1836 Gianbattista Occhipinti Scopetta, un frate francescano di Ragusa divenuto confessore dei reali borbonici. Il ché è già bellissimo così, vuoi mettere, conoscere tutti i segreti più vergognosi della dinastia reale? Ma il frate non si accontentò di questo onore e fece costruire nella città il Ponte Vecchio, un’impresa che ottenne l’ammirazione del vescovo di Siracusa il quale non gli fece il primo complimento che capita, lasciandosi scappare invece una memorabile esclamazione: «Voi non siete Padre Scopetta ma Padre Cannone!». Devo commentare? Non ne ho la forza.

Si festeggia oggi: la Giornata internazionale della lingua madre, nonché il beato Natale Pinot e San Valerio del Bierzo. Chi siano, poi, non lo sapremo mai.

 

Cheffù on 17 febbraio?

17 febbraio

Oggi è il 17 febbraio e, mi dispiace dirvelo, è il 48° giorno del calendario gregoriano.

Cosa successe questo giorno, in un non lontanissimo passato?

– Nel 1820 il Congresso degli Stati Uniti decise che il Missouri era ammesso fra gli stati della Confederazione, ma proibì la schiavitù a nord del parallelo 36°30′. Insomma, il succo è che chi avesse detenuto degli schiavi al di sopra di quel confine riceveva un bel tottò! sul sedere, mentre chiunque stesse dalla parte giusta poteva tranquillamente godersi la sua limonata ghiacciata preparata dalla propria Big Mami personale. WE LOVE THE STATES!

– Nel 1972 le vendite del Volkswagen Maggiolino superano quelle della Ford modello T. Per quanto quest’ultima mi attiri parecchio e abbia deliziato i miei occhi, le volte che l’ho vista sfilare ai matrimoni pacchiani di qualche sposa gonfia come una meringa, credo che poche persone abbiano desiderato un Bug come me, forse a causa del mio amore spropositato per l’Indagatore dell’Incubo. Nella versione di Roi, naturalmente.

– Nel 1984 si è tenuta la prima mondiale di C’era una volta in America. Credo che quel film abbia una delle colonne sonore più straziacuori che esistano, e questo nonostante il nome del protagonista sia lo stesso di un piatto rinomato della cucina cinese. Ho appena scoperto (grazie ancora, Wikipedia) che esiste una certa Teoria del Sogno secondo cui l’intera trama di quattro ore è in realtà un’enorme sega mentale del protagonista/piatto di spaghetti, che si inventa tutto durante una fumata di oppio; fra l’altro, questa teoria fu sostenuta dallo stesso Sergio Leone, il quale però ci tenne a precisare che si trattava della sua personale lettura del film. Come a dire: «Scegli la tua strada, figliolo. Intanto io approfitto della mia capacità di farti lacrimare fino alla disidratazione». Tutto ciò è inaccettabile.

Fra i nati del giorno:

– Nel 1699 Georg Wenzeslaus von Knobelsdorff, barone di (non mi dire!) Knobelsdorff ed architetto tedesco, noto per aver progettato il palazzo di Sanssouci, posto nel parco (non ci credo!) di Sanssouci. Il motivo per cui lo ricordiamo è che il titolo del parco e del palazzo non solo può essere scambiato con uno starnuto molto pacato, ma deriva dal francese ‘sans souci’ (ovvero ‘senza preoccupazioni’ –  un costrutto che fa sempre piacere sentire, al giorno d’oggi).

– Nel 1869 Carlos Viegas Gago Coutinho, per gli amici Gago Coutinho. Geografo, aviatore e ufficiale di marina portoghese, ha anche inventato un sestante per la navigazione che permetteva di usare come riferimento un orizzonte artificiale… Il che risulta abbastanza fico, ma il motivo per cui ho deciso di inserirlo nella mia lista è che ha un nome strepitoso.

– Nel 1923 Jun Fukuda, regista jappo che ha compiuto una carriera all’insegna dell’eterogeneità girando: Il ritorno di Godzilla; Il figlio di Godzilla; Godzilla contro i giganti; Godzilla v.s. Megalon – Ai confini della realtà; Godzilla contro i robot. Tutto ciò che riesco ad immaginare su Il Figlio di Godzilla è che sia incentrato sulle vicende paterne del mostro, intento a far fare il ruttino al piccolo Godzillino, ma è un’immagine che dovrò togliermi dalla testa per preservare il mio sonno di stanotte.

– Volevo inoltre ricordare che il 1971 è stata una splendida annata per il cinema pornografico, regalando all’anagrafe Sarenna Lee e Monica Roccaforte. Devo proprio complimentarmi con quest’ultima che, nonostante sia ungherese, ha mostrato particolare accuratezza nella scelta del proprio nome d’arte. Solo dieci anni dopo è nata Paris Hilton: e allora è un vizio.

Fra i morti del giorno:

– Giordano Bruno, vittima dell’Inquisizione nel 1600. Riportando paro paro ciò che dice la sua voce Wiki: «Tra i punti chiave della sua concezione filosofica – che fondeva materialismo antico, averroismo, lullismo, neoplatonismo, arti mnemoniche, influssi ebraici e cabalistici – la pluralità dei mondi, l’unità della sostanza, l’infinità dell’universo ed il rifiuto della transustanziazione». Nessuno ha sentito uno squillo di tromba? Comunque, resta che il Lullismo è una cosa seria. Davvero.

– Jan Swammerdam, 1680, biologo ed entomologo olandese. Ha fatto un sacco di ricerche sensazionali: ha descritto le varie fasi della vita degli insetti, ha fatto delle analisi sui globuli rossi e, non da meno, ha dimostrato che per fare un bambino è necessario che dello sperma fecondi un ovulo. Insomma, niente male. Ma ciò che mi ha colpito è che quando Swammerdam finì l’università e mostrò una passione per lo studio gli insetti (de gustibus…) suo padre si incazzò non poco, perché voleva che lui diventasse un medico. E così il povero ragazzo, ormai al verde, per finanziare la propria ricerca entomologica dovette praticare saltuariamente la medicina. Trasferendo la storia ai giorni nostri, potrebbe paragonarsi all’aspirante ballerino di Amici di Maria de Filippi che per pagare la mensilità in palestra è costretto a lavorare in modo occasionale in un call center.

Ignaz zu Hardegg, militare e politico austriaco morto nel 1848. Ignaz ha ottenuto una sconvolgente quantità di onorificenze militari, fra cui quella di Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera, Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Guelfo, Cavaliere dell’Ordine Imperiale di Sant’Alexander Nevsky e (il più temibile di tutti) quella di Cavaliere di II Classe dell’Ordine di San Vladimiro. Roba che anche solo a sussurrarla vieni percorso dai brividi.

Oggi è la Giornata mondiale del gatto (mrrreu!) e ci tenevo a fare gli auguri di buon onomastico a tutti i Lupiano, Bonoso, Evermodo e Fintan. Sempre che esistano ancora genitori così crudeli.